Riabilitazione alle terme
Il progredire della civiltà ha portato, negli ultimi decenni, a due riscontri che, pur migliorando enormemente il livello della vita, pongono importanti problemi per la società:
Il prolungamento della durata della vita con i problemi legati all’invecchiamento (osteoporosi e sue complicanze, aumento degli accidenti cardio vascolari, progressivo deterioramento del sistema osteoarticolare)
La crescente meccanizzazione e motorizzazione con il grande problema degli esiti dei traumi lavorativi e non (basti pensare che nel 1992 gli incidenti stradali in Italia sono stati oltre 241.000 di cui ben 28.186 nella sola Emilia-Romagna).Come si può vedere si tratta di un numero impressionante di pazienti nei confronti dei quali la società deve predisporre una serie di mezzi di prevenzione , di trattamento e di riabilitazione che permettano di restituire in breve tempo il paziente alla sua vita “normale” ed al massimo delle sue capacità residue.
Se in alcuni settori quali la neurochirurgia e la chirurgia ortopedica i progressi negli ultimi anni sono stati notevolissimi, ben poco è stato fatto nel settore della riabilitazione. Il basso numero di centri altamente qualificati e l’alto costo delle prestazioni nel settore pubblico (in un momento in cui la congiuntura economica impone rigorosi tagli alla spesa sanitaria), ha fatto sì che la riabilitazione sia rimasta relegata a Cenerentola del SSN.
Si assiste, dunque, al paradosso di pazienti che, dopo un razionale e rigoroso trattamento chirurgico, rimangono ricoverati a lungo nella struttura pubblica con alti costi peri il SSN e sottraendo inoltre posti letto a strutture di per sé già carenti con conseguente allungamento dei tempi di attesa peri ricoveri programmati.D’altra parte la carenza di strutture riabilitative ne impedisce il tempestivo trasferimento in tali strutture o impone la dimissione in una fase in cui il processo riabilitativo non è ancora completato, con ulteriori aggravi di spese sotto forma di assistenza domiciliare, di farmaci, di ausili ortopedici e di residue incapacità funzionali potenzialmente recuperabili.
Le Terme di Porretta mettono a disposizione di medici e pazienti le loro strutture e l’esperienza maturata in anni di trattamenti riabilitativi erogati a pazienti colpiti da patologie ortopediche, reumatologiche e neurologiche.
Va ricordata l’esperienza su pazienti post-chirurgici e non inviati dagli Istituti Ortopedici Rizzoli nell’ambito di un Progetto di Ricerca Pluriennale finanziato dalla Regione Emilia-Romagna e dal Ministero della Sanità nel periodo 1989 – 1992.In particolare questo progetto ha messo in luce come in ambito termale sia possibile praticare trattamenti riabilitativi a costi notevolmente inferiori a quelli ospedalieri e con tempi di recupero del paziente che sono inferiori del 30-50% rispetto a quelli di altre strutture in cui non è possibile utilizzare il mezzo associato a quello fisico tradizionale.
Vanno poi ricordati il progetto di ricerca condotto con l’ AUSL BO SUD e la regione Emilia Romagna sia su pazienti sottoposti a chirurgia ortopedica agli arti inferiori che su pazienti affetti da patologie di interesse riabilitativo (specie lombalgie) ed il contributo fondamentale dato dalle Terme di Porretta ai progetti sperimentali sulla riabilitazione in ambito termale che l’ INAIL ha voluto condurre dalla fine degli anni ‘90 in collaborazione con Federteme e sotto il controllo scientifico dell’ Università di Milano nella prima fase e della Fondazione Maugeri nella seconda e che ha visto la partecipazione di un ristretto numero di Stabilimenti Termali appositamente selezionati in base alle dotazioni sia di carattere strutturale che di professionalità.
