LE TERME E LA MEDICINA DELLA MUSICA
Furia Franco, Direttore Sanitario della Società degli Alberghi e delle Terme di Porretta, Vicepresidente AMIITTF
Le cure termali sono vecchie quanto l’ uomo: nel secolo scorso fu scoperta in Nuova Zelanda una popolazione che non aveva mai avuto alcun contatto con la nostra “civiltà” e che utilizzava come unici mezzi di cura le acque ed i fanghi: è la prova che sin dalla sua comparsa sul pianeta l’ uomo ha cercato nella natura i mezzi per alleviare le proprie sofferenze e guarire le proprie malattie. Quindi innanzitutto acqua e fanghi i cui benefici venivano attribuiti all’ intervento di una benevola divinità.
La storia della medicina è ricca di esempi dell’ utilizzo delle acque come mezzo di cura: da Ippocrate con i sui bagni di contrapposizione (caldi e freddi) alle stazioni termali che i romani costruirono in ogni parte d’ Europa (e Porretta ne è un esempio) e dove si potevano praticare quattro tipi di bagno a diversa temperatura : il FRIGIDARIUM, freddo ed usato a scopo ricreativo, il TEPIDARIUM, tiepido ed effettuato in una stanza contenente aria calda, il CALIDARIUM, caldissimo, ed il SUDATORIUM, stanza contenente aria caldo-umida per favorire la traspirazione.
La caduta dell’ Impero Romano porto’ ad un rapido decadimento degli stabilimenti termali, ma non all’ oblio delle virtù terapeutiche delle acque minerali.
In India ancor oggi si sostiene che la popolazione è sopravvissuta nei millenni grazie alla conservazione ed alla trasmissione di idroterapie assai simili a quelle moderne. La filosofia indiana riconduce l’ energia vitale (“prana”) al connubio tra i due elementi acqua ed aria in continuo scambio tra loro.
E’ nel XVII secolo che studi di medici tedeschi ed inglesi e tentativi empirici stimolano l’ interesse degli studiosi verso la riscoperta della balneoterapia e l’ utilizzo della lutoterapia e della terapia idropinica.
Agli inizi dell’ ‘800 finalmente l’ idroterapia assurse agli onori della scienza per merito di uno scienziato austriaco, il dottor Winterwitz, che ne gettò le prime solide basi fisiologiche. Da allora cominciarono a sorgere i primi centri idroterapici in Italia, in Francia e, nei primi anni del ‘900, negli Stati Uniti.
Nel corso del nostro secolo, con alterne fortune, la terapia termale si è diffusa soprattutto nel nostro continente (ma centri termali sono sorti in ogni parte del mondo). Furono soprattutto i paesi dell’ Europa Orientale, la Francia e la Germania a capire che il mezzo termale ed i centri termali possono rappresentare presidi importantissimi per il mantenimento ed il recupero della salute della popolazione e per un risparmio nella spesa socio-sanitaria.
Nel terzo millennio le cure termali posseggono ancora una validità scientifica che molti hanno provato a contestare, ma che riceve ogni giorno conferme dagli studi scientifici e dai benefici che i pazienti riferiscono.
Innumerevoli studi eseguiti sia in Italia (progetto Naiadi) che negli altri paesi europei hanno evidenziato la loro validità nel ridurre i giorni di lavoro o di scuola persi, nel ridurre il consumo di farmaci, nell’ alleviare la sintomatologia o nel guarire innumerevoli patologie.
Le Terme di Porretta nascono oltre 2000 anni fa. La leggenda ufficiale narra del bue ammalato che lasciato libero dal suo proprietario si abbeverava ad una pozza d’ acqua che emanava cattivo odore ritornando poi alla stalla guarito (vi sono poi leggende meno ufficiali che non possono essere raccontate).
All’ interno dei vecchi stabilimenti si possono ancor oggi ammirare vestigia delle vecchie terme romane mentre reperti attribuiti alla civiltà etrusca (quindi a data ancora precedente) sono stati ritrovati negli stessi luoghi.
Questa località può vantare due tipi di acque diverse con uno spettro terapeutico che si allarga a innumerevoli patologie: le acque salsobromoiodiche e quelle sulfuree.
Mi preme di richiamare un concetto fondamentale che deve essere ben compreso per capire in che cosa il nostro centro per le patologie dei musicisti si differenzia dagli altri (per altro pochi) presenti in Italia.
Il nostro Centro, infatti, può meglio essere definito come “Centro Termale per le Malattie dei Musicisti”.
Ma che cosa significa termale?
Credo che la miglior definizione ci possa essere data da ciò che dice la legge italiana.
La legge 323 del 24 ottobre 2000 (“riordino del settore termale”) nata per disciplinare “la erogazione delle prestazioni termali al fine di assicurare il mantenimento ed il ripristino dello stato di benessere psico-fisico” all’ articolo 2 paragrafo 1 definisce che:
1. Ai fini della presente legge si intendono per:
a) acque termali: le acque minerali naturali, di cui al regio decreto 28 settembre 1919, n. 1924, e successive modificazioni, utilizzate a fini terapeutici;
b) cure termali: le cure, che utilizzano acque termali o loro derivati, aventi riconosciuta efficacia terapeutica per la tutela globale della salute nelle fasi della prevenzione, della terapia e della riabilitazione delle patologie indicate dal decreto di cui all’articolo 4, comma 1, erogate negli stabilimenti termali definiti ai sensi della lettera d);
c) patologie: le malattie, indicate dal decreto di cui all’articolo 4, comma 1, che possono essere prevenute o curate, anche a fini riabilitativi, con le cure termali;
d) stabilimenti termali: gli stabilimenti individuati ai sensi dell’articolo 3, ancorchè annessi ad alberghi, istituti termali o case di cura in possesso delle autorizzazioni richieste dalla legislazione vigente per l’esercizio delle attività diverse da quelle disciplinate dalla presente legge;
e) aziende termali: le aziende, definite ai sensi dell’articolo 2555 del codice civile, o i rispettivi rami, costituiti da uno o più stabilimenti termali;
f) territori termali: i territori dei comuni nei quali sono presenti una o più concessioni minerarie per acque minerali e termali.
Ed al paragrafo 2 definisce che:
2. I termini «terme», «termale», «acqua termale», «fango termale», «idrotermale», «idrominerale», «thermae», «spa (salus per aquam)» sono utilizzati esclusivamente con riferimento alle fattispecie aventi riconosciuta efficacia terapeutica ai sensi del comma 1, lettera b).
Possiamo riassumere quanto detto affermando che le acque termali sono acque che, dopo studi approfonditi sulle loro caratteristiche geologiche, chimiche, fisiche e sulle loro proprietà farmacologiche e cliniche, hanno dimostrato di poter essere utilizzate in medicina per la cura, la prevenzione, la riabilitazione di patologie ben definite.
Quindi possono essere considerate a tutti gli effetti un farmaco anche se con caratteri assolutamente peculiari: è il farmaco più naturale che ci sia e sicuramente quello con i minori effetti collaterali.
Acque dunque con effetti biologici ben definiti e documentati. Vediamo rapidamente quali sono i principali tenendo sempre ben presente che:
1) le proprietà biologiche di un’ acqua minerale non sono la banale somma degli effetti biologici che ciascuno degli elementi che la costituiscono svolge sull’ organismo, ma sono il prodotto della “struttura” complessiva di quell’ acqua.
2) Le azioni terapeutiche di cui parleremo sono quelle strettamente legate all’ acqua termale. Nell’ uso quotidiano dobbiamo ricordare come queste azioni vengano favorite e spesso potenziate dal mezzo termale che utilizziamo (fango, bagno, inalazione,ecc.)
LE ACQUE SALSOBROMOIODICHE
Sgorgano nella parte alta del paese, nella zona delle cosiddette “Terme vecchie” ove si trovano anche reperti archeologici a testimonianza che con tutta probabilità era proprio lì che sorgevano le terme romane.
Le sorgenti sono 5: le tradizionali Leone, Bove, Marte, Donzelle ed il Sale di recente captazione.
La composizione di queste acque vede come elementi caratterizzanti il sodio, il cloro, lo iodio ed il bromo oltre a numerosi altri presenti in tracce.
Ricordiamo brevemente i principali effetti biologici di alcuni di questi elementi e composti.
CLORURO DI SODIO. Insieme ai bicarbonati predomina tra i sali minerali nel plasma e nei liquidi extracellulari concorrendo al mantenimento della pressione osmotica e dell’ equilibrio acido-base.
SODIO. Influenza l’eccitabilità neuromuscolare e la permeabilità capillare.
BROMO. Ha un’ azione depressiva sul SNC inducendo calma, lieve analgesia, sonno; induce diminuzione dell’eccitabilità dei centri motori della corteccia cerebrale ed ostacola la diffusione dello stimolo attraverso gli elementi nervosi.
IODIO. Indispensabile per una normale funzione tiroidea, svolge una tipica azione revulsiva ed antisettica su cute e mucose, stimola il ricambio, specie quello purinico, diminuisce la viscosità del sangue ed aumenta la secrezione delle mucose. Con meccanismi ancora non del tutto chiariti sembra favorire il riassorbimento dei tessuti infiammatori cronici.
Azione antinfiammatoria
Lo stimolo proflogistico dei primi giorni evolve in azione antinfiammatoria al termine del ciclo. Tale azione si mantiene nei mesi successivi.
Stimolazione del sistema immunitario
Stimolano il SRE e la produzione di immunoglobuline sia secretorie che circolanti.
Azione antisettica
Conferita dall’ ipertonia dell’ acqua e dalla presenza di cloro, iodio e bromo (azione sia diretta che di potenziamento di alcuni enzimi litici lisosomiali)
Azione antiedemigena e risolvente
L’ipertonia dell’ acqua genera un flusso di liquidi dagli strati più profondi delle mucose all’ esterno con allontanamento di microrganismi, inquinanti, enzimi, prodotti del catabolismo, ma anche dei liquidi in eccesso
Azioni sulle mucose
Sono numerose:
• Vasodilatazione con aumento della secrezione mucosa,soprattutto sierosa
• Stimolazione del trofismo delle mucose
• Miglioramento della clearance muco-ciliare
• Modificazione del muco cervicale a livello vaginale
Azione antifibrotica
A livello delle vie respiratorie con meccanismo non ancora chiarito
Azione sul sistema endocrino
Numerosissimi sono gli ormoni i cui livelli si modificano in corso di terapia con questo tipo di acque:
• di stimolazione corticosurrenale (ACTH, cortisolo)
• del metabolismo fosfo-calcico (paratormone, vitamina D, calcitonina, osteocalcina)
• delle betaendorfine
• dell’ apparato genitale femminile (gonadotropine, follicolostimolante, ecc.)
LE ACQUE SULFUREE
Sgorgano nella zona detta Castanea, ove hanno sede lo Stabilimento termale e l’ omonimo albergo.
Sono 4: Porretta Nuova, Maiocchi, Porretta Vecchia, Puzzola
Il principio attivo di queste acque è lo zolfo sotto forma di gas: l’ idrogeno solforato.
L’ azione più eclatante di queste acque è lo stimolo alla moltiplicazione cellulare che ne costituisce il pregio (pensiamo all’ azione di stimolo alla rigenerazione di un tessuto ipo- od atrofico) ma che a volte può limitarne l’ uso (ad esempio nelle neoplasie polmonari).
Azione antisettica
Hanno azione batteriostatica ed antimicotica (probabilmente legata al potere riducente che le consente di sottrarre di ossigeno ai microrganismi)
Azioni sulla cute
Azione cheratoplastica (sullo strato spinoso), cheratolitica (sullo strato corneo) ed antiseborroica
Azione sul sistema neurovegetativo
Hanno azione stimolante sul parasimpatico: ne conseguono vasodilatazione, riduzione della pressione arteriosa sistemica, riduzione della frequenza cardiaca, ecc.
Stimolazione del sistema immunitario
Vi sono dimostrazioni sia dell’ effetto di stimolo sul SRE che del potenziamento della produzione anticorpale (aumento sia delle immunoglobuline secretorie che di quelle circolanti)
Azione antitossica
Su diverse sostanze organiche e metalli. Tra gli altri: piombo, fosforo e le tossine botulinica e difterica
Azione epatoprotettrice
Queste acque stimolano il trofismo e l’ attività delle cellule epatiche.
Hanno inoltre un’ azione protettiva nei confronti di numerosi tossici (tetracloruro di carbonio, arsenico, fosforo, ecc.)
Azione sulle mucose e sul muco
• La vasodilatazione e l’ aumento della pervietà capillare nella sottomucosa generano un edema che è all’ origine dell’ esfoliazione e della conseguente rigenerazione dell’ epitelio
• Ha azioni fluidificanti specifiche ed aspecifiche che portano ad un aumento dell’ escreato
Azione sull’ apparato digestivo
Stimolano la motilità intestinale, la secrezione gastrica, la motilità delle vie biliari (per stimolazione del parasimpatico)
Azione sull’ apparato locomotore
Hanno effetti trofici sulla cartilagine e sui tessuti connettivi:
• Lo zolfo, come oligoelemento, potrebbe attivare processi enzimatici che renderebbero ragione dei benefici effetti di queste acque sulle cartilagini articolari
• Importante sarebbe poi l’ azione di inibizione dei processi fibrotici (attenuazione delle reazioni connettivali eccessive che portano alla formazione di aderenze, retrazioni cicatriziali, ecc.)
Questa azione risulta fondamentale nel trattamento degli esiti di ustioni per prevenire o ridurre quelle retrazioni che tanto danno portano sia sotto il profilo funzionale che estetico
L’ utilizzo di queste acque a scopo terapeutico utilizza vari mezzi:
fanghi
bagni in vasca o in piscina termale
percorsi vascolari
inalazioni
docce rettali
irrigazioni vaginali
cure idropiniche
Ognuno di questi mezzi potenzia l’ effetto delle acque termali con meccanismo che va ben oltre la semplice sommatoria (pensiamo ad esempio alle azioni del calore, della pressione idrostatica e della spinta idrodinamica nel bagno in piscina termale).
Le patologie in cui trovano indicazione sono poi innumerevoli e riguardano tutti gli organi ed apparati:
artrosi ed altre patologie degenerative dell’ apparato osteoarticolare
malattie reumatiche
patologie dell’ apparato vascolare
patologie delle alte e delle basse vie respiratorie
patologie dell’ apparato gastroenterico
patologie dell’ apparato genitale femminile
riabilitazione motoria di lesioni osteoarticolari e di lesioni neurologiche
malattie della pelle
Stiamo parlando di cura di malattie, quindi di medicina.
Ecco allora l’ importanza del medico nel valutare la diagnosi, l’ indicazione , le eventuali controindicazioni, la posologia, il ritmo delle somministrazioni.
Come ogni stabilimento termale che si rispetti Porretta ha costruito un settore medico per garantire la massima sicurezza in tutto il processo delle cure termali.
Ma Porretta ha anche fatto di più.
Dagli anni sessanta ha costruito un apparato di consulenza scientifica che ha consentito l’ opera nello stabilimento di specialisti nelle branche più svariate per garantire una ancor maggiore professionalità alla struttura: fisiatri, ortopedici, dermatologi, otorinolaringoiatri, pneumologi, psicologi, terapisti della riabilitazione, cardiologi, idrologi operano all’ interno di una equipe che da sempre pone al centro della propria attenzione il benessere psicofisico del cliente.
Questo modello organizzativo e l’ attenzione a scegliere i propri specialisti nell’ elite della medicina italiana ha portato Porretta ad essere riconosciuta come centro d’ eccellenza tanto da essere protagonista di alcuni dei progetti di ricerca più importanti condotti in Italia negli ultimi vent’ anni:
Ricordiamo l’esperienza su pazienti post-chirurgici e non inviati dagli Istituti Ortopedici Rizzoli nell’ambito di un Progetto di Ricerca Pluriennale finanziato dalla Regione Emilia-Romagna e dal Ministero della Sanità nel periodo 1989 – 1992.
In particolare questo progetto ha messo in luce come in ambito termale sia possibile praticare trattamenti riabilitativi a costi notevolmente inferiori a quelli ospedalieri e con tempi di recupero del paziente che sono inferiori del 30-50% rispetto a quelli di altre strutture in cui non è possibile utilizzare il mezzo associato a quello fisico tradizionale.
Ancora il progetto di ricerca condotto con l’ AUSL BO SUD e la regione Emilia Romagna sia su pazienti sottoposti a chirurgia ortopedica agli arti inferiori che su pazienti affetti da patologie di interesse riabilitativo (specie lombalgie)
Il contributo fondamentale dato dalle Terme di Porretta ai progetti sperimentali sulla riabilitazione in ambito termale che l’ INAIL ha voluto condurre dalla fine degli anni ‘90 in collaborazione con Federteme e sotto il controllo scientifico dell’ Università di Milano nella prima fase e della Fondazione Maugeri nella seconda.
In una nostra esperienza condotta in collaborazione con l’ Istituto di Idrologia Medica dell’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma, sono stati sottoposti a fangoterapia seguita da trattamenti riabilitativi 72 pazienti, 42 maschi e 30 femmine, di età media 59 anni ( + 13,82) affetti da lesioni post-traumatiche.
I dati, raccolti su di un’ apposita scheda distinta in più parti e contenente l’ elenco delle disabilità conseguenti al trauma sulla base della classificazione internazionale delle menomazioni, disabilità ed handicaps, opportunamente adattata alle finalità specifiche.
Tale studio, pubblicato su “La clinica termale”, ha messo in evidenza come il punteggio medio di disabilità sia diminuito in media da 11,07 a 6,25 dopo il trattamento riabilitativo termale con punte maggiori tra i pazienti più giovani.
In conclusione si è avuta l’ ulteriore conferma che il trattamento riabilitativo in ambito termale è utile a ridurre le disabilità conseguenti a trauma e che la fangoterapia rappresenta un utilissimo mezzo a disposizione del riabilitatore.
Come potevamo mettere a frutto tutto questo in qualche cosa di nuovo che confermasse il ruolo di eccellenza delle Terme di Porretta, già ricoperto negli anni sessanta-settanta, anche in quest’ inizio di terzo millennio?
Da molti anni si parlava di patologie della musica. Il prof. Miccoli (nostro maestro purtroppo scomparso prime di veder decollare questa iniziativa) e l’ amico Giorgio Zagnoni già negli anni ottanta avevano seminato i primi germogli.
Con il sopraggiungere degli amministratori della nuova proprietà il tempo ci è parso maturo: la volontà di cercare nuove strade per rilanciare la validità del termalismo ci ha spinto ad imboccare nuove strade.
Il musicista, a prescindere da quale strumento utilizzi, costituisce un “mondo” estremamente complesso, difficilmente riducibile a schemi ben definiti.
Il corpo di un musicista, in senso strettamente anatomico, è uguale a quello di tutti noi, ma le comuni emozioni, i normali stati d’animo quali la gioia, la delusione, la paura, la tristezza, la melanconia acquistano nell’artista toni più accentuati e a volte drammatici.
Diverse e tutte particolari sono poi le sollecitazioni cui le strutture anatomiche del suo corpo sono sottoposte in dipendenza del tipo di strumento utilizzato e delle conseguenti posture assunte.
Se tutto ciò, da un lato può costituire un aspetto bello e positivo, certamente per l’artista, è frutto di frequenti preoccupazioni, anche e soprattutto in funzione della specifica attività musicale.
E’ quindi quanto mai indispensabile per il musicista, arrivare o per lo meno tendere costantemente, ad un equilibrio psico-fisico il più costante possibile.
Con il termine “psico-fisico” ecco enunciato il campo di azione nel quale cercare di agire perché l’artista possa essere, il più a lungo possibile, in grado di esprimere e quindi donare, tutto il “mondo” che si porta dentro.
Qualche nota epidemiologica.
Lo studio o l’ utilizzo di strumenti musicali porta a richiedere al nostro corpo prestazioni che spesso sono al limite delle possibilità e qualche volta oltre: posizioni mantenute per lunghe ore e spesso non corrette portano all’ insorgenza di patologie a carico dell’ apparato osteo-muscolo-articolare che possono ostacolare od addirittura interrompere la carriera musicale.
Come nell’ atleta il microtraumatismo dovuto all’ allenamento od alla gara causa piccole lesioni a carico delle articolazioni e dei muscoli che necessitano di trattamenti “disintossicanti” per recuperare la perfetta efficienza, così l’ artista che per ore ed ore ogni giorno ripete gli stessi movimenti è soggetto a piccole lesioni che, ripetendosi per tempi giornalieri e per un numero di anni molto superiore a quello degli sportivi, possono portare a disturbi anche invalidanti.
Abbiamo trovato in letteratura uno studio prospettico di Manchester e Fliedler del 1991 che prende in esame le patologie osteoarticolari di un gruppo di 144 musicisti-studenti in un periodo di tre anni.
Le note caratteristiche di questo studio possono essere così riassunte:
L’ incidenza di patologie nel gruppo studiato è dell’ 8.5%
L’ incidenza di patologie tra i suonatori di strumenti a tastiera (pianoforte, organo e clavicembalo)ed a corde (viola, violino e violoncello)è tre volte superiore rispetto agli strumentisti a fiato
Altri studi (Fry – 1986, Brandfonbrener e Lederman, Joubrel ed altri – 2001, Caldron e Calabrese – 1986, Brandfonbrener - 1990) ci danno ulteriori dati su età e sesso:
L’ età più colpita sembra essere quella tra i 30 ed i 35 anni con un’ età media di 33.4 anni (+ o – 12.8)
La maggior frequenza di disturbi compare in coloro che suonano da 20,3 anni (+ o – 11.6)
Il numero di ore passate allo strumento nei soggetti più colpiti è di 14.9 la settimana (+ o – 9.5)
La distonia funzionale compare in età significativamente più avanzata rispetto alle sindromi da sovraccarico
Le patologie sembrano più frequenti nel sesso femminile ad eccezione della distonia focale che appare più frequente negli uomini
Per quanto riguarda invece frequenza e tipo di patologie ricordiamo come:
Secondo Lockwood (1989) su 2000 musicisti d’orchestra sinfonica, il 75% ha avuto almeno una patologia che ha causato loro problemi lavorativi. Il 33% ne ha avuti quattro o più.
Uno studio condotto nel 1988 da Fishbein e Middlstadt su 2212 musicisti ha evidenziato come il 76% ha avuto problemi di patologie professionali di cui il 66% a carico di muscoli e tendini. La metà di questi ha presentato da 4 a più problemi diversi.
Uno studio condotto da Kahn (1992) afferma che tutti i musicisti possono essere colpiti da problemi muscolo-tendinei, indipendentemente dal livello professionale e dal tipo di musica suonata.
Rispetto alla sede del disturbo studi di Joubrel ed altri hanno riportato:
o Nel 58.1% dei casi sindromi da sovraccarico
o Nel 5.7% dei casi distonia funzionale
o Nel 17% dei casi patologie del polso e della mano (sindrome del tunnel carpale, morbo di De Quervain.
L’intervento, dal punto di vista sanitario, deve essere indirizzato in due sensi: preventivo e riabilitativo.
L’ intervento preventivo, di enorme interesse, va rivolto soprattutto alla fascia di musicisti per così dire “giovani”, fin da quando frequentano il Conservatorio, in modo da prevenire quelle affezioni che possono esitare in vere e proprie malattie professionali.
Il momento della prevenzione non ha comunque limiti di età: anche se certe patologie si sono già manifestate, l’ instaurare opportuni ed adeguati trattamenti ed il correggere ad esempio le posizioni scorrette che le hanno causate, può dare sollievo immediato ed evitare la cronicizzazione di tali patologie.
Il momento riabilitativo è invece indicato in quei musicisti che presentino patologie con sintomatologie ricorrenti o ormai cronicizzate.
Per costoro è indispensabile costruire protocolli terapeutici, che in virtù della variabilità della situazione dovranno essere personalizzati (ogni musicista ha il suo problema originato da cause quasi sempre diverse da quelle del collega con lo stesso problema).
Un altro aspetto fondamentale da tener presente è lo stress psicologico cui l’artista è sottoposto prima e durante un concerto o comunque nei vari momenti della sua attività musicale.
Tale situazione inevitabilmente porta un calo delle prestazioni musicali ( variabile da soggetto a soggetto ), anche per una eccessiva tensione muscolare a volte secondaria ad una particolare emotività.
Risulta che, troppo spesso, per ovviare a questi inconvenienti, l’artista faccia uso di farmaci (in modo particolare beta-bloccanti per diminuire la frequenza cardiaca, ansiolitici e tranquillanti per sedare lo stato di ansia).
Le Terme di Porretta si pongono davanti a queste problematiche con l’ offerta della propria esperienza di vari decenni in campo sia riabilitativo che preventivo.
E’ un’ offerta a 360° che comprende:
La prevenzione del danno posturale con analisi della postura, esercizi di riabilitazione della stessa e lezioni nel corso delle quali si apprende cosa e come fare per evitare tali problematiche
Il trattamento delle patologie osteoarticolari e muscolari con l’ utilizzo dei mezzi termali (bagni, fanghi, massaggi), ossia dei mezzi curativi più antichi e naturali che esistano
La riabilitazione delle funzioni osteoarticolari più seriamente compromesse utilizzando i metodi riabilitativi classici ma soprattutto la “crenokinesiterapia” (ossia la riabilitazione in piscina termale con gli enormi vantaggi in tema di potenziamento dell’ intervento e di riduzione dei tempi necessari al recupero che questa offre)
La riabilitazione delle funzioni respiratorie sia con l’ utilizzo delle acque termali sulfuree (o in casi particolari salsobromoiodiche) per via inalatoria o per ventilazione polmonare sia con una specifica rieducazione alla respirazione tramite ginnastica respiratoria specifica
La possibilità di praticare ed imparare tecniche di rilassamento che aiutino il musicista nei momenti più stressanti della sua attività senza utilizzare trattamenti farmacologici.
La “Medicina della musica” è il primo passo in un percorso alternativo: un centro per la prevenzione, la cura e la riabilitazione dei musicisti e delle patologie che, per effetto del loro lavoro li affliggono.
Un’ iniziativa diretta sia agli artisti che praticano già la professione che a coloro che si stanno dedicando allo studio per farlo in futuro.
La novità del nostro Centro è nell’ utilizzo come trattamenti fondamentali dei trattamenti termali: fanghi, bagni in piscina termale o in vasche con ozono, idromassaggio, microbolle, percorsi vascolari, oltre a massaggi di vario tipi, sedute di rilassamento in palestra e in piscina, ginnastica nel parco termale durante il periodo estivo a cui si aggiungono le tecniche riabilitative: il tutto preparando programmi personalizzati ed integrati , comprendenti un mix dei vari metodi a nostra disposizione.
Quindi Centro nel quale importanza fondamentale riveste il mezzo termale, sia per le sue proprietà biologiche che per le proprietà fisiche legate al mezzo stesso.
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