Le intolleranze alimentari

Dott.ssa Anna Paola Rosaspina

Le intolleranze alimentari non sono vere e proprie allergie, in quanto riconoscono un meccanismo diverso, infatti dipendono solitamente da un deficit enzimatico che può essere congenito, cioè presente dalla nascita, o ereditario, oppure provocato da un fenomeno immunitario locale che può comparire nel corso della vita in seguito a stili di vita non corretti, quali l’abuso o l’uso frequente di farmaci, soprattutto antiinfiammatori, ma anche antibiotici, abuso di alcool, di alimenti troppo ricchi di zuccheri o di grassi, eccessiva introduzione di alimenti rispetto al fabbisogno giornaliero, ma anche una masticazione incompleta, affrettata e/o il fumo di sigarette. In questo caso si tratta di alterazioni temporanee, suscettibili di guarigione dopo opportuna terapia.

Le intolleranze più note sono la celiachia, in cui l’organismo non riesce a metabolizzare una particolare proteina che si trova nel frumento, il glutine, e l’intolleranza al lattosio, che è lo zucchero del latte, ma possono comparire intolleranze anche per tutti gli altri alimenti e per sostanze che con gli alimenti introduciamo quotidianamente, come ad esempio i conservanti o i coloranti.

La sintomatologia delle intolleranze è estremamente variabile, può non essere in diretta relazione con l’assunzione dell’alimento incriminato ma comparire fino a 72 ore dopo, e i disturbi possono accompagnarsi a veri e propri disturbi di assuefazione, dipendenza e astinenza in caso di sospensione, i sintomi non sono dipendenti dalla quantità di alimento assunto e possono comparire anche con l’introduzione di alimenti appartenenti alla stessa famiglia o gruppo biologico dell’alimento responsabile dell’intolleranza. Di solito i pazienti lamentano un intestino che lavora in maniera alterna, periodi di stitichezza alternata a periodi di diarrea, o comunque di feci non ben formate, con formazione di gas che comporta un forte gonfiore, soprattutto addominale. Possono poi esserci anche stanchezza, tachicardia o addirittura comparsa a volte di extrasistole, forte sonnolenza postprandiale ma anche durante la giornata, depressione dell’umore, irritabilità, comparsa di eczemi o eruzioni cutanee di vario tipo, anemia, crisi di asma, aumento o perdita di peso.

I sintomi saranno tanto più presenti, frequenti e importanti quanto più i sistemi enzimatici imputati saranno intasati dalle sostanze che dovrebbero metabolizzare.

Nel nostro centro, per la valutazione delle intolleranze alimentari, si usa un test citotossico in cui il sangue del paziente viene messo a contatto con i diversi alimenti e si valuta il comportamento dei globuli bianchi, responsabili della nostra immunità. Se i globuli bianchi mostrano una lisi, cioè si rompono, a contatto con un determinato alimento vuol dire che esiste una certa intolleranza, che sarà tanto più grande e importante quanti più globuli bianchi tendono a rompersi.

La terapia delle intolleranze non è, e non può essere univoca, ma deve passare attraverso diversi momenti e metodiche perchè abbia una riuscita duratura nel tempo. Inizialmente sarà necessario escludere dalla dieta gli alimenti a cui si risulta intolleranti per almeno due o tre mesi in modo da “alleggerire” il lavoro enzimatico. Contemporaneamente si procede con l’idrocolonterapia, vale a dire con una pulizia intestinale realizzata sia con l’assunzione di acqua termale solforosa per un miglior funzionamento del fegato e quindi una regolarizzazione dell’alvo, sia con una serie di docce rettali, sempre con l’acqua solforosa, per favorire l’azione antiinfiammatoria a livello intestinale. Eventualmente è anche possibile associare una terapia con rimedi naturali, non purganti, ma drenanti intestinali e generali che favoriscano l’eliminazione delle tossine. Successivamente si passerà alla ricostruzione della flora batterica intestinale mediante l’uso di prebiotici e probiotici e alla reintroduzione degli alimenti incriminati, valutando per ciascuno la eventuale ricomparsa di sintomi, instaurando una dieta “a rotazione”che permetta una alimentazione variata, senza però incorrere più in una sorta di ingorgo alimentare.

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