LA RIABILITAZIONE TERMALE NELLE VASCULOPATIE

Dott. Furia Franco
Direttore Sanitario della Società degli Alberghi e delle Terme di Porretta

La patologia vascolare, ed in particolar modo quella venosa, è particolarmente frequente nella nostra società e tende a colpire soprattutto le donne.
Alcune condizioni sia fisiologiche (ad es. la gravidanza) che patologiche (come l’ aterosclerosi o la prolungata immobilizzazione dovuta ad un gesso), così come tutta una serie di abitudini scorrette (ad esempio posizioni lavorative errate) possono portare a fastidiosi disturbi od a malattie vere e proprie.
In molte di queste patologie, specie quelle venose, la terapia termale costituisce un presidio irrinunciabile.

I mezzi termali a disposizione sono i percorsi vascolari ed i bagni in vasca con idromassaggio, idrobolle ed ozono, entrambi effettuati con le acque termali, ossia con acque aventi proprietà farmacologiche dimostrate da studi clinici.
Possiamo quindi considerare i risultati ottenuti con il trattamento termale come il frutto di una serie di effetti biologici (dovuti alle proprietà dell’ acqua minerale utilizzata) e fisici (dovuti alle metodiche utilizzate).

Effetti biologici legati alle acque termali.
Sono molteplici e legati al tipo di acqua utilizzata. Nella nostra esposizione ci occuperemo di acque salsobromojodiche e solfuree, le prime utilizzate nei percorsi vascolari, mentre entrambe possono essere usate nella balneoterapia in vasca.
Le acque salsobromoiodiche
Sono acque la cui composizione si avvicina a quella dell’ acqua di mare. Gli elementi quantitativamente e farmacologicamente più importanto sono il sodio, il cloro, il bromo e lo iodio.
Tra gli effetti biologici di tali elementi va ricordato:
1. che il cloruro di sodio (che insieme ai bicarbonato predomina tra i sali minerali nel plasma e nei liquidi extracellulari) concorre al mantenimento della pressione osmotica e dell’ equilibrio acido-base
2. che il sodio influenza l’ eccitabilità muscolare e la permeabilità capillare
3. che il bromo ha un’ azione depressiva sul SNC inducendo calma, lieve analgesia, sonno. Inoltre induce diminuzione dell’ eccitabilità dei centri motori della corteccia cerebrale ed ostacola la diffusione dello stimolo attraverso gli elementi nervosi
4. che lo iodio, indispensabile per una normale funzione tiroidea, svolge una tipica azione revulsiva ed antisettica su cute e mucose, stimola il ricambio (specie quello purinico), diminuisce la viscosità del sangue ed aumenta la secrezione delle mucose. Sembra inoltre favorire il riassorbimento dei tessuti infiammatori cronici.
5. che il complesso degli ioni Mg, Ca e Fe svolge azione eutrofica ed antiedematosa.
Va sempre ricordato come le proprietà farmacologiche di un’ acqua siano legate alla sua struttura complessiva e non ai singoli componenti.
Tra gli effetti biologici indotti dalla “struttura” di queste acque vanno quindi ricordati:
 l’ azione antinfiammatoria che compare dopo pochi giorni dall’ inizio del ciclo e si mantiene nei mesi successivi
 l’ azione antisettica legata alla presenza di cloro, bromo e iodio
 l’azione antiedemigena e risolvente: l’ipertonia dell’ acqua genera un flusso di liquidi dagli strati più profondi all’ esterno con allontanamento di microrganismi, inquinanti, enzimi, prodotti del catabolismo, ma anche dei liquidi in eccesso
 l’ azione sedativa a livello centrale promossa dal bromo
 stimolazione delle produzione di numerosi ormoni:
 di stimolazione corticosurrenale (ACTH, cortisolo)
 del metabolismo fosfo-calcico (paratormone, vitamina D, calcitonina, osteocalcina)  
 delle betaendorfine
 dell’ apparato genitale femminile (gonadotropine, follicolostimolante, ecc.)
La diminuzione dei fenomeni flogistici, l’ azione favorente l’ elimininazione di tossine e liquidi in eccesso, la regolazione di meccanismi ormonali che possono causare ritenzione idrica sono fattori importanti nel trattamento  delle patologie vascolari.

Le acque sulfuree
In queste acque il principio attivo è un gas: l’ idrogeno solforato.
Tra gli effetti biologici principali sono da ricordare:
 azione cheratoplastica e cheratolitica (che favorisce la caduta degli strati cornei superficiali e la crescita degli strati spinosi più profondi)
 azione antisettica
 azione antiflogistica
 stimolo alla  biosintesi di collagene cicatriziale  (De Bernardi)
 azione stimolante sul parasimpatico (vasodilatazione, riduzione della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca, ecc.)
 azione antitossica (su metalli e tossine)
 azione stimolante la ricostruzione della cartilagine articolare
 azione di inibizione dei processi fibrotici tissutali (fondamentale nelle lesioni da ustione per prevenire la formazione di aderenze, retrazioni, ecc.)

I PERCORSI VASCOLARI
Si tratta di due vasche di deambulazione a diversa temperatura, con idromassaggi laterali a pressione differenziata ed in parte ozonizzati e con il fondo ricoperto da ciottoli di fiume, contenenti acqua salsobromoiodica.
Le vasche di deambulazione.
Si tratta di due vasche lunghe 5 metri e profonde 80 cmt. in cui il paziente cammina avendo gli arti immersi nell’ acqua. Lungo tutto il percorso sono sistemati dei corrimano per consentire  una miglior fruibilità delle stesse anche a coloro che hanno problemi di deambulazione (ad esempio reduci da traumi o interventi chirurgici agli arti inferiori).
L’ immersione comporta una spinta dell’ acqua stessa sulla gamba. Tale pressione sarà naturalmente maggiore nella parte più profonda della vasca e minore in superficie. 
Idromassaggi laterali.
Forniscono una spinta variabile sulle varie parti dell’ arto inferiore: massima (1,5 atmosfere) a livello del piede, più ridotta a livello della radice della coscia esplicando un’ azione favorente il ritorno venoso.

Ozonizzazione.
I getti posti più in alto erogano ozono che a contatto con l’ acqua si trasforma in ossigeno nascente in grado di penetrare più facilmente nei tessuti attivando i recettori vasali.
I ciottoli di fiume.
 La circolazione del sangue nelle vene degli arti inferiori (che ricordiamo devono lavorare contro gravità, ossia spingere il sangue dal piede verso il cuore) utilizza una serie di cosiddette “pompe”: le principali sono quella “muscolare” (i muscoli della gamba ed in particolar modo del polpaccio) e la “pompa plantare” (di Lejars) costituita dal fitto reticolo di piccole vene poste nella pianta del piede: ad ogni passo questa “spugna”viene spremuta spingendo il sangue verso l’ alto.
Il camminare sui ciottoli di fiume accentua tale “strizzamento” aiutando il ritorno venoso.
Differenza di temperatura.
Le due vasche contengono acqua a temperatura diversa: 32°C nella prima, 22°C nella seconda. Tale differenza di temperatura provoca rilassamento muscolare e vasodilatazione quando si cammina in quella più calda e vasocostrizione quando si percorre la seconda.

I BAGNI IN VASCA.
Vengono eseguiti in vasche singole, con acqua sulfurea o salsobromoiodica a seconda dell’ indicazione prevalente e ad una temperatura che nelle patologie vascolari viene abbassata rispetto a quella utilizzata nel trattamento delle patologie artroreumatiche (la cosiddetta temperatura indifferente, 35 – 36°C anziché 38°C).
Nella balneoterapia in vasca è possibile associare l’ idromassaggio o il massaggio con idrobolle, entrambi ozonizzati, che con le loro azioni di miglioramento della circolazione emo-linfatica, i benefici effetti a livello osteoarticolare, l’ azione di rilassamento muscolare ne potenziano gli effetti.
INDICAZIONI.
Patologia venosa.
Effetti importanti si ottengono nel trattamento di flebiti recenti (ma naturalmente non in fase acuta), nelle patologie postflebitiche, nell’ insufficienza venosa con alterazioni trofiche di tipo eczematoso da stasi e con lesioni ulcerative. 
Ottimi risultati poi si ottengono nel trattamento degli edemi da stasi in soggetti cui è stato proscritto o limitato il carico, nelle sofferenze del sistema venoso della donna gravida, nelle “gambe stanche” di chi assume posizioni lavorative non corrette che causano un ristagno venoso, nella preparazione all’ intervento e nel recupero dopo l’ intervento nella sindrome varicosa.
Anche le dermatosi su base vascolare (nelle sue varie forme di origine: venosa, arteriosa, linfatica; su base micro o macrovascolare; ecc.) possono beneficiare dei trattamenti termali con acque sulfuree nelle loro varie fasi: iperpigmentazione cutanea, eczema, atrofia, edema, ulcerazione (spesso legata a traumi).

Patologia arteriosa.
Le vasculopatie arteriose periferiche sono patologie molto spesso legate a processi più generali di tipo aterosclerotico o a diabete.
La stenosi di un vaso si esprime essenzialmente con una ridotta perfusione o ischemia dei territori a valle e con la claudicatio intermittente ovvero la necessità di interrompere la marcia dopo un numero costante di metri (per l’ insorgenza di dolore) rispettando un tempo di riposo prima di riprenderla.
La claudicatio è una patologia ingravescente nel tempo e che quindi costituisce via via una limitazione sempre più importante dell’ autonomia del paziente rendendo necessario un intervento riabilitativo che si affianchi a quello farmacologico e/o chirurgico per consentire una riduzione del danno ischemico ed il mantenimento di una  funzionalità il più ampia possibile.
In questo tipo di patologia importante è il ruolo svolto dalle acque sulfuree e dalla loro azione vagale (danno bradicardia, vasodilatazione periferica, ipotensione).
 
PROTOCOLLI TERAPEUTICI.
Nella patologia venosa il trattamento deve prevedere:
 i camminamenti vascolari praticati per 20-30 minuti, camminando a passo normale, con brevi soste solo in caso di necessità
 un susseguente periodo di reazione sui lettini di 10-15 minuti con le gambe in posizione di scarico
 durante il periodo di reazione il paziente può eseguire alcuni semplici esercizi di ginnastica di scarico con gli arti inferiori
Nella patologia arteriosa o in presenza di lesioni cutanee da stasi il trattamento può prevedere la sostituzione del percorso vascolare con il bagni in vasca scegliendo:
 il tipo di acqua da utilizzare
 la temperatura
 l’ impiego di idromassaggio o idrobolle e/o ozono
Il bagno sarà seguito da
 un periodo di reazione sul lettino di 15-20 minuti con le gambe in posizione di scarico

Al termine di tale trattamento il medico potrà prevedere, a seconda del tipo di patologia, il proseguimento del trattamento con:
 massoterapia linfodrenante
 presso terapia
 esercizi di ginnastica specifici nella palestra di rieducazione motoria
 percorsi guidati nel parco termale con esercizi rieducativi

Di fondamentale importanza sono poi alcuni provvedimenti di igiene di vita:
 valutazione dei principali parametri di laboratorio (colesterolemia, trigliceridemia, glicemia, azotemia, acido urico) e loro correzione
 valutazione di eventuale eccesso ponderale con prescrizione di dieta mirata
 valutazione della presenza di fattori di rischio (ad esempio fumo di sigaretta, calzature non idonee, abbigliamento incongruo, ecc.)  che vanno segnalati al paziente fornendogli consigli per correggerli

Importante fornire al vasculopatico una serie di consigli su come comportarsi nelle più comuni situazioni che possono aggravare la sua patologia:
• Evitare le soste prolungate, seduti o in piedi. Se siete costretti a farlo è bene ogni tanto camminare per una ventina di passi o sollevarsi altrettante volte sulle punte dei piedi per aiutare lo svuotamento delle vene delle gambe. Se dovete fare lunghi viaggi in auto programmate delle brevi soste per camminare un po’. Se i viaggi sono in aereo o in treno alzatevi spesso per fare qualche passo lungo i corridoi.
• Dovendo rimanere sdraiati per periodi prolungati è bene muovere spesso le gambe, ad esempio fingendo di pedalare in bicicletta. Dormire con i piedi sollevati (un cuscino sotto il materasso dalla parte dei piedi è sufficiente).
• Se siete affetti da vene varicose o comunque da problemi vascolari attenzione agli urti che possono causare ulcerette poi difficili da curare ed evitate le prolungate esposizioni a fonti di calore ed al sole.
• Evitare il fumo, mantenere sotto controllo il peso (dannoso non è solo l’ eccesso ponderale ma anche l’ eccessiva magrezza con masse muscolari che non riescono più ad aiutare il sistema venoso a scaricarsi) e tenere regolato l’ intestino.
• Evitare gli indumenti troppo stretti e le calzature con tacco troppo basso o troppo alto (l’ ideale è quello di 3 – 4 centimetri).
•  L’ attività motoria è importante: nuoto, corsa, lunghe passeggiate aiutano la circolazione. Se proprio non potete fare sport provate a fare le scale a piedi non utilizzando l’ ascensore.

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